L’indagine ha coinvolto 500 agenti immobiliari, restituendo una fotografia del grado di digitalizzazione nel settore.

Report OID digitalizzazione agenti immobiliari

Cloud, videoconferenze, social Advertising e servizi digitali al centro di una trasformazione che sta investendo i Professionisti del Real Estate.

OID – Osservatorio Immobiliare Digitale ha rilasciato il reportIl livello di digitalizzazione degli agenti immobiliari”, frutto di un’indagine svolta tramite la somministrazione di un questionario online a un panel di 500 Professionisti sia indipendenti che affiliati ai franchising.

Le informazioni raccolte mostrano una categoria professionale sempre più propensa al digitale e al web, con alcune aree tecnologiche al centro di una trasformazione che sta lanciando il settore verso la tanto auspicata innovazione. 

L’intero report è scaricabile tramite il button in fondo alla pagina.

Vogliamo, però, tracciare una sintesi dei principali punti emersi.

Agenti Immobiliari ancora più social

I social network rappresentano ambienti ritenuti ormai indispensabili dagli Agenti Immobiliari. Il 97% dei professionisti coinvolti ha dichiarato di utilizzare profili aziendali per promuovere e comunicare la propria attività (nel 2017 erano l’89%), mentre risulta in forte crescita l’advertising social: il 59,5% degli intervistati si serve di inserzioni online, con un aumento di quasi il 40% rispetto a due anni prima. 

Ma non è tutto, perché gli Agenti mostrano di avere confidenza con più piattaforme. Facebook e Instagram sono gli ambienti privilegiati (con un aggregato di utilizzo superiore al 50%) ma sono attivi anche su LinkedIn, Twitter e YouTube. 

Non solo, dunque, gli Agenti sono più presenti sui social ma sfruttano canali diversi e attivano una molteplicità di strumenti messi a disposizione delle piattaforme.

Agenti Immobiliari e servizi digitali: un connubio vincente

Un dato incoraggiante che emerge dal report è la crescente propensione degli Agenti ad affidarsi a servizi digitali per migliorare il processo di mediazione e le routine operative.

Per esempio, la maggior parte degli intervistati si avvale di software per l’antiriciclaggio oppure utilizza strumenti di firma elettronica.

Quello di dematerializzare file e documenti è un trend in fortissima crescita: gli Agenti che sfruttano il cloud si attesta a oltre il 92%, con una variazione superiore al 30% in meno di due anni. 

L’indagine evidenzia un’accresciuta attenzione, sensibilità e consapevolezza dei professionisti del Real Estate rispetto al digitale, visto come risorsa utile e indispensabile nel lavoro quotidiano.

A tal proposito Diego Caponigro, Presidente OID approfondisce gli aspetti messi in luce dall’indagine mettendoli in relazione con gli sviluppi più recenti: “Il percorso di cambiamento degli addetti ai lavori è lento, ma concreto e progressivo. La pandemia ha dato un notevole impulso alla digitalizzazione che si è resa necessaria per mandare avanti le attività. Davanti all’emergenza il settore ha saputo cambiare anche grazie ad una ricca offerta di soluzioni messe a disposizione dalle tante aziende che compongono l’ecosistema dei servizi”

L’importanza della formazione

Il report sottolinea la volontà e il bisogno degli Agenti di accedere a formazione di livello per migliorare il proprio novero di competenze. Tecniche di negoziazione e gestione del team sono le aree tematiche di principale interesse. Ma l’aggiornamento e la preparazione non sono le uniche necessità degli operatori immobiliari. I partecipanti hanno espresso un accordo molto alto rispetto all’importanza di percorsi formativi riconosciuti a livello internazionale (l’84,8%), esprimendo apprezzamento per la proposta accademica di OID.

Antonello Malgieri, responsabile della formazione OID spiega: “Viviamo in un mercato nel quale la distinzione e la percezione di qualità passano anche attraverso la formazione. Individuare i migliori percorsi per acquisire competenze ben definite e certificate in un contesto internazionale, posiziona in modo chiaro il professionista rispetto alla crescente concorrenza”.

Tra gli innumerevoli aspetti cruciali rilevabili dal report, risalta la questione della differenziazione delle modalità di mediazione. C’è una contrapposizione maggiormente marcata tra modelli agenziali digitali e tradizionali. Sull’argomento riportiamo le parole di Gerardo Paterna (Vicepresidente OID), perché ci sembrano il ragionamento più lucido ed equilibrato sul tema: “Il digitale non è appannaggio di uno o dell’altro. Si tratta di un’evoluzione che coinvolge tutti, alcuni sono più reattivi nel cogliere l’opportunità, altri meno. La vera sfida è quella di mediare l’efficienza e la trasparenza del digitale con quel presidio e quella cultura territoriale che fanno la differenza nell’interazione tra brand e consumatore”. 

Mediazione che sembra essere incanalata sulla strada giusta. 

Potete scaricare il report completo cliccando sul pulsante sottostante

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